Every baby’s life is precious - Daedalus Project

Elvira Parravicini, la neonatologa che ha inventato la “comfort care” per neonati terminali interviene all’Istituto Orsoline.

Lunedì 23 aprile si è tenuta all’Istituto Orsoline San Carlo di Como una conferenza dal titolo “Every baby’s life is precious”. Relatore dell’intervento è stata Elvira Parravicini, neonatologa e Assistente di clinica pediatrica alla Columbia University di New York. 

La dott.ssa Parravicini si è specializzata in Pediatria e Neonatologia all’Università di Milano e dal 1998 lavora al Columbia University Medical Center. È fondatrice del primo neonatal hospice, un reparto ospedaliero concepito con lo scopo di curare i bambini con malattie cosiddette ‘life-limiting’, quelle per cui la medicina non può fornire guarigione o prolungare la vita.

La comfort care, ha spiegato la dr.ssa in collegamento dagli USA, è una terapia medica e infermieristica che si prende cura di bimbi con una vita molto breve. Nel neonatal hospice sono garantite condizioni di conforto al bimbo: viene lasciato in braccio ai genitori, così che si senta amato, viene nutrito e idratato, perché non soffra fame o sete, e naturalmente viene trattato il dolore. “Abbiamo tettarelle e altri strumenti che permettono ai bambini di deglutire e di rimanere a contatto con la mamma, sentire sapori e odori, nutrirsi. E un team di esperti per assistere le ferite di chi sa che suo figlio non sopravviverà, ma ha comunque diritto a non soffrire”.

La conferenza si inserisce nel ciclo di incontri in lingua straniera, nel caso della dr.ssa Parravicini in inglese, previste dal Daedalus Project: l’importante progetto didattico delle Orsoline di Como che dà l’opportunità ai propri studenti di incontrare e confrontarsi con personalità del mondo culturale e scientifico. Nel caso di questo incontro, per mostrare agli studenti come il valore assoluto della persona umana, nella dimensione della sua unicità, possa essere difeso e affermato concretamente.

L’attualità del tema “fine vita” e del conforto nelle malattie terminali, soprattutto quando si tratta di neonati o di bambini, è delicato e mette in campo l’emotività, oltre che la professionalità.

“Il nostro mestiere come medici è alleviare il dolore”, ha affermato la dottoressa, “quello dei piccoli neonati e quello dei genitori”.

Il punto di vista della neonatologa è che “va sostenuta una vita che è data e seguita finché c’è. Quando il bambino ci dà segni che viene la fine, rispettiamo questi segni, seguiamo il lavoro di un Altro, quell’Altro che ha voluto che questo bimbo vivesse, anche per pochi minuti. Ogni vita, breve o lunga che sia, è vita; è data e in quanto tale va rispettata”.

Negli scorsi mesi l’Istituto San Carlo di Como ha ospitato personalità in diversi campi. Nell’ambito culturale/letterario lo scrittore Manuel Portas Fernandez, docente all’Istituto Gelmirez Santiago de Compostela, Valentina Noseda, docente di linguistica russa presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore e Monica Scholz-Zappa, docente di Lingua Italiana e Scienze Culturali presso la cattedra di Linguistica Romanza all’Università Albert-Ludwigs di Friburgo in Germania; in campo medico Maria Teresa Landi, Senior Investigator al National Cancer Institute USA; in quello sportivo Javier Zanetti, vicepresidente dell’Inter; infine, nell’ambito del diritto, è intervenuto (in lingua inglese) il giurista Andrea Perrone, professore ordinario dell’Università Cattolica del Sacro Cuore.

 

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